Giovedì, 07 Aprile 2005 - 13:04
Comportamento, l'habitat, il territorio, la razza, la predazione ecc Lupi Toklat in Alaska
 

Ad altissimo rischio i pochi animali rimasti, gli ambientalisti protestano.
Negli ultimi sette anni ne sono stati uccisi oltre 9 mila esemplari Alaska, fine dei lupi superstar i "Toklat" uccisi dalle trappole di HBLAINE HARDEN ................

Lupi Toklat in AlaskaPARCO NAZIONALE DI DENALI (Alaska)
 
Riverso a terra, solo e debole il grande lupo maschio sembra ferito, forse da una tagliola.
Il sangue macchia la neve vicino alle sue zampe anteriori. In alto, volando in cerchio su un aeroplano monomotore, il biologo naturale Gordon Haber riesce a stento a mantenere il controllo di sé: da quasi 40 anni tiene sotto osservazione una famiglia di lupi, il cui leader era proprio il maschio Alfa a terra sotto di lui nella neve.

Quella famiglia, che vive nel Parco Nazionale di Denali ed è spesso descritta come il gruppo di lupi più studiato e più fotografato del mondo, è ora a rischio.
Negli ultimi due mesi delle trappole sistemate appena fuori dal confine nord-orientale del parco hanno già abbattuto due delle femmine anziane del gruppo, composto in tutto da 11 esemplari.

Da settimane ormai il maschio Alfa e la sua nuova compagna sono stati separati uno dall'altra e da sei dei più giovani elementi del branco. "È una cosa talmente insensata" grida Haber per superare il ronzio dell'aereo. "Non so che cosa sia peggio, se gli animali che vengono uccisi così o che tutti i cosiddetti esperti permettano che ciò accada".

La morte della famiglia di lupi, nota alle decine di migliaia di visitatori del parco come il "Branco Toklat", porrebbe fine a una ricerca orizzontale pressoché unica: da circa sessant'anni, infatti, grazie a loro Haber e altri scienziati hanno potuto osservare e documentare le tecniche di caccia, il modo in cui si accoppiano e i rapporti sociali di varie generazioni di lupi appartenenti a un gruppo geograficamente stabile.

Porre trappole per i lupi Toklat solleva inoltre qualche interrogativo di natura etica sul trattamento riservato ad animali che da decenni sono stati protetti all'interno del parco, dove non solo sono considerati un'attrazione turistica non indifferente, ma dove hanno imparato ad associare gli esseri umani a un'innocua curiosità e non certo alla lenta e letale agonia di una tagliola.

Per le pressioni dei gruppi per la tutela della natura e dei gruppi di animalisti, tre senatori democratici - Frank Lautenberg (del New Jersey), Carl M. Levin (del Michigan) e Barbara Boxer (della California) - lunedì hanno scritto al Segretario degli Interni Gale A. Norton, denunciando una "emergenza biologica" e implorandolo di prendere tempestivi provvedimenti per salvare il branco Toklat. "Questi lupi sono un patrimonio nazionale di inestimabile valore per gli scienziati e per migliaia di visitatori che affluiscono nel parco ogni anno" hanno scritto. Per il momento il segretario Norton non ha risposto.

I lupi Toklat sono diventati bersagli relativamente facili per i cacciatori che sistemano le tagliole: lo afferma Thomas Meier, un biologo naturale di servizio nel parco nazionale Denali. "In tutta franchezza questi lupi non sono sospettosi nei confronti degli esseri umani come la media dei loro simili. Chi sistema le trappole di solito cattura lupi giovani e inesperti, ma non in questo caso: qui si catturano animali maturi, abituati a convivere con l'uomo".

A febbraio Haber - il cui lavoro è retribuito dai gruppi di animalisti, e le cui opinioni spesso irritano gli esperti naturali statali e federali - aveva chiesto all'Alaska Board of Game di proibire la sistemazione di trappole in uno stretto lembo di territorio statale che si insinua nell'angolo nord-orientale del parco nazionale. Quella è la zona nella quale i lupi Toklat, vagando fuori dal parco alla ricerca di caribù, incappano facilmente nelle tagliole, come avvenuto già più volte nel corso degli ultimi mesi.

Ma il Consiglio per la Caccia ha rifiutato di espandere un piccolo cuscinetto senza trappole che aveva creato alcuni anni fa in quell'area. "Noi non ci occupiamo di salvezza e sopravvivenza di lupi e di roba del genere" ha dichiarato il presidente Mike Fleagle. "Noi riteniamo che i lupi non debbano essere trattati su un piano individuale. È vero, i lupi sono complessi e hanno una struttura sociale molto interessante, ma in definitiva l'Alaska pullula di lupi".


© 2005 The Washington Post Company
Traduzione di Anna Bissanti
Repubblica, 05.04.05



 

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