Giovedì, 07 Aprile 2005 - 20:02
Comportamento, l'habitat, il territorio, la razza, la predazione ecc Frosinone, lupo impiccato ad un albero
 
Frosinone, l'animale forse ucciso dagli allevatori di bestiame
Vendetta contro il lupo, impiccato a un albero.di MARCO PAPOLA

FROSINONE - Lo hanno trovato appeso a un albero.............

............ in via del Calvario: ma forse per il lupo la morte è stata quasi istantanea. Il boccone alla stricnina lo ha ucciso in una manciata di minuti. La carcassa, irrigidita dal veleno, sarebbe rimasta sui monti che sovrastano Acuto, piccolo centro nella zona nord della provincia di Frosinone. Ma qualcuno, nella notte, l'ha portata in paese e l'ha legata per le zampe a un ippocastano. Un rito macabro: al collo dell'animale è stato trovato un pezzo di cartone con la
scritta "Chi di spada ferisce di spada perisce". La gola tagliata con un coltello da cucina, lasciato infilzato nel corpo dell'animale, un maschio di circa sette anni. Sgozzato dopo la morte. E proprio questo particolare potrebbe aver tradito l'autore del gesto: gli agenti della Forestale di Fiuggi, coordinati dal maresciallo Biagio Celani, hanno trovato alcune impronte sul manico dell'arma. Sono stati loro, su segnalazione di un cittadino, a trovare la carcassa del lupo, ieri mattina, e a inviarla per gli esami al Centro zooprofilattico di Roma. Nel mirino della Forestale è finito un uomo di Acuto, anche se le indagini non trascurano altre piste.
Quella di pastori e allevatori, per esempio. Che in più di un'occasione hanno denunciato l'uccisione di pecore e vitelli. Animali sgozzati, la firma del lupo. Ma queste aggressioni sono avvenute a qualche decina di chilometri di distanza: «In queste zone non sono stati registrati avvistamenti certi negli ultimi sessanta, settant'anni», fanno sapere gli esperti del Corpo
Forestale dello Stato. Che, anche se non lo ammettono apertamente, privilegiano altre ipotesi.
I lupi, con le temperature rigide, soprattutto di notte, e la neve che copre ancora alcune zone delle montagne ciociare, sarebbero scesi a valle, incappando nei bocconi avvelenati destinati alle volpi, killer spietati nei pollai e negli ovili della zona. Un sistema (fuorilegge) per limitare la
crescita demografica delle volpi. Ma la stricnina non fa distinzioni di specie.
Un'altra categoria che non è al di sopra dei sospetti è quella dei cacciatori, che portano i cani da caccia sui monti per addestrarli alla ricerca della selvaggina, nonostante la stagione venatoria sia chiusa e, quindi, questa pratica sia vietata. Ma alcuni sfuggono ai controlli e, sui
monti, lasciano i bocconi avvelenati. Un modo non certo sportivo per fermare i colleghi con la doppietta. Una guerra per il controllo del territorio dove, a rimetterci, sono sempre gli animali. I cani da caccia e, a volte, animali selvatici come i lupi in cima alla lista delle specie che rischiano l'estinzione.
(Ha collaborato Antonio Mariozzi)

Il direttore del Parco: una mattanza continua
Non è la prima volta che un lupo viene ucciso in Ciociaria. Nel febbraio scorso un giovane esemplare venne trovato morto nel Parco nazionale, nella zona di Pescasseroli, a pochi chilometri con il confine laziale. L'animale venne trovato a pochi passi dalle abitazioni. La forestale avviò le indagini e il Parco istituì una task-force antibracconaggio.
Altro macabro ritrovamento nel gennaio dell'anno prima: un lupo di 2 o 3 anni venne avvistato a Querceto, nella fascia preparco di Campoli Appennino. Era riverso su un fianco e presentava dei piccoli fori, segno che era stato ucciso a colpi di fucile da caccia. Il corpo venne trasferito all'istituto Zooprofilattico di Teramo.
Nel dicembre precedente era stato lo stesso direttore del parco, Fulvio Pratesi, a lanciare l'allarme: negli ultimi due anni sono stati trovati morti 26 animali, tra lupi e orsi. Tredici le carcasse rinvenute solo nel corso del 2003.
Poi l'episodio di ieri: la mattanza continua.

Fonte: Il Messaggero, 7 Aprile 2005



 

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