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Norme sulla compra-vendita

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Rosa
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Norme sulla compra-vendita

Norme sull'acquisto di cuccioli di razza regolamenti sull'acquisto e la vendita di cuccioli e cani adulti.

(ESTRATTO DEL TESTO DEPOSITATO PRESSO TUTTE LE CAMERE DI COMMERCIO ITALIANE)

Art. 927
Oggetto del contratto di vendita. Sono oggetto del contratto:

a.. Cuccioli
b.. Cucciolini (soggetti slattati fino all'età di riproduzione)
c.. Soggetti adulti (in età di riproduzione)
d.. Soggetti addestrati nelle diverse specialità.
Art. 928
Forme e soggetti del contratto. Il contratto è di regola verbale. Si fa per iscritto quando le parti non abbiano fra loro rapporti commerciali o intendano stabilire patti speciali. I soggetti che intervengono nel contratto sono il venditore, il compratore ed il mediatore.

Art. 929
Conclusione del contratto di vendita a prova. Il contratto si perfeziona di solito con una stretta di mano e con la consegna del cane al guinzaglio. La vendita può essere subordinata, anche se il prezzo è concordato, ad una prova eseguita alla presenza dei due contraenti. Il compratore, con l'accordo del venditore, prova il cane per l'uso per cui è stato acquistato, trattenendolo presso di sé per un periodo di otto giorni, salvo altri patti che devono essere messi per iscritto. Se alla prova il cane non dimostra le qualità pattuite o si mostra inidoneo all'uso cui è destinato, il compratore lo restituisce al venditore, il quale deve rimborsargli l'acconto ricevuto, restando a carico del compratore le spese di mantenimento per tutto il periodo di prova.

Art. 930
Se il cane è spedito dal venditore, la consegna si intende a spese e rischio del venditore.

Art. 931
Pagamento e caparra. Se le parti hanno tra loro rapporti commerciali, di solito non viene data caparra ed il pagamento deve essere fatto entro 8 giorni dalla consegna del cane. Se le parti non hanno tra loro rapporti commerciali, il compratore versa congrua caparra alla conclusione del contratto e deve effettuare il saldo del prezzo alla consegna del cane. In ogni caso, quando viene versata caparra, il venditore rilascia ricevuta, nella quale di solito menziona le condizioni del contratto. Se il compratore, che ha versato la caparra non intende più ritirare il cane contrattato, perde la caparra. Se il venditore che ha ricevuto la caparra non intende più consegnare il cane contrattato, deve restituire la caparra raddoppiata. Se il cane oggetto del contratto è morto prima del termine della consegna, il contratto è risolto, e nel caso sia stata versata la caparra, questa deve essere restituita.

Art. 932
Espressioni di garanzia. Con la frase "il cane lo vendo giusto e sano da galantuomo" il venditore intende garantire il compratore da tutti i vizi o difetti sia nascosti che apparenti e deve specificarne la razza. I vizi e difetti apparenti, che sono le malformazioni di nascita o acquisite devono essere fatte notare al compratore.

Art. 933
I certificati di origine (pedigree) vengono rilasciati dall'Ente che tiene i Libri delle Origini e che per l'Italia è l'Enci (Ente Nazionale Cinofilia Italiana). L'ENCI è affiliato alla FCI (Federazione Cinologica Internazionale). I certificati rilasciati da un paese estero affiliato alla FCI sono riconosciuti dall'ENCI e i cani relativi vengono iscritti al libro delle Origini dell'ENCI.

Art. 934
Vendita con certificato. Con la frase "il cane ha il certificato" (pedigree) il venditore intende garantire il compratore che gli verrà consegnato il relativo certificato originale del cane venduto. Il venditore deve specificare se il certificato è del LOI (Libro Origini Italiano) oppure del LIR (Libro Italiano Riconosciuti), oppure se il certificato è rilasciato da un'organizzazione straniera affiliata alla FCI (Federazione Cinologica, Internazionale) e che dà diritto all'iscrizione presso l'ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana), al LOI. Il venditore deve inoltre specificare se le spese del certificato sono a carico del compratore; se ciò non viene specificato sarà dovere del venditore consegnare il certificato senza richiedere nessun rimborso, salvo diversa pattuizione.

Art. 935
Vendita con esclusione di garanzia. Sono ammessi contratti con esclusione di ogni garanzia. Comunemente tale specie di contratto si caratterizza con la frase pronunciata davanti ad un mediatore, un intenditore, o un testimone: "Venduto a botta", "Lo vendo così com'è".

Art. 936
Vizi da risoluzione del contratto:

malattia acuta febbrile in atto
rabbia
cimurro
gastroenteriti infettive
epatite infettiva
tosse infettiva da canile
leptospirosi del cane
rogna
micosi e tricofitosi
tubercolosi clinicamente manifesta
tetano
piroplasmosi
filariasi
toxoplasmosi
malformazioni palesi
rachitismpo
osteomielite
epilessia
malformazioni nascoste
diplasia dell'anca (per cani acquistati almeno a 5 mesi di età)
Art. 937
Durata della garanzia e decorrenza. Per vizio di cui al numero 1 dell'Art. 936 la garanzia è di due giorni Per i vizi di cui ai numeri 2-3-4-5-6-7-8-9-10-11-12-13-14-15-16-17 dell'art. 936 la garanzia è di giorni 8 Per i vizi di cui ai numeri 18-19-20 dell'Art. 936 il periodo di garanzia è di giorni 30 La garanzia decorre dal giorno della consegna del cane.

Art. 938
Denuncia di vizi. Il compratore che intende denunciare il vizio riscontrato al cane, deve avvertire il venditore, e comunque entro i termini di cui all'Art. 937. La denuncia deve essere fatta per iscritto, precisamente con telegramma, fax o lettera raccomandata o con citazione giudiziaria. In essa si deve indicare, non solo la natura del vizio, ma anche il momento nel quale è stato rilevato. La denuncia deve essere accompagnata da certificato veterinario.

Art. 939
Verifica dei vizi e risoluzione del contratto. Il venditore, ricevuta la denuncia, è tenuto a procedere alla verifica del vizio nel più breve tempo possibile. Il cane nel frattempo resta a casa o nel canile del compratore in costante riposo. Se il venditore, entro sei giorni dalla ricezione della denuncia del vizio, non si presenta a verificarlo, il cane può essere collocato presso terzi o presso canile municipale. Il contratto, dopo la verifica e il riconoscimento del vizio redibitorio denunciato, s'intende risolto con tutte le conseguenze di legge.

Art. 940
Consegna del certificato di cui agli Artt. 933-934 Il certificato di origine del cane venduto, e il cane è adulto (1 anno) deve essere consegnato entro otto giorni dalla consegna del cane; se il cane è cucciolo o cuccioline (sotto l'anno di età) deve essere consegnato non dopo che il cucciolo o cuccioline venduto ha compiuto un anno. Trascorsi tali termini la mancata consegna del certificato dà luogo alla risoluzione del contratto con tutte le conseguenze di legge.

Art. 941
Mediazione. Per la conclusione del contratto di vendita dei cani, al mediatore spetta una provvigione sul prezzo pagato e deve essere corrisposta dal venditore. Lo stesso non ha diritto a provvigione in caso di risoluzione del contratto.

Rosa
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Amministratore
Iscritto: 22/08/2004 - 15:22

La garanzia non decorre proprio dal momento della consegna del cane, anche perchè certe malattie si palesano ovviamente oltre i trenta giorni dalla consegna, ma specie se trasttasi di cuccioli, dopo molti mesi.

[url=http://www.equiweb.it/forum/vizi-redibitori-t6205.html]http://www.equiwe...

La garanzia
Lo scopo fondamentale della vendita consiste nel fare acquistare al compratore la titolarità del diritto trasferito e la libera disponibilità della cosa compravenduta; pertanto, la legge tutela il compratore nel caso in cui venga disturbato nel godimento del bene acquistato.
La garanzia è un patto offerto a tutela del compratore che afferisce naturalmente al contratto di cui si parla nell’ art. 1487 C.C. : “I contraenti possono aumentare o diminuire gli effetti della garanzia e possono altresì pattuire che il venditore non sia soggetto a garanzia alcuna”.
Bisogna tener presente che la garanzia per vizi nell’ animale è tacita e quindi, anche se non è stata espressamente dichiarata al momento della stipulazione del contratto, è dovuta da parte del venditore. Nulla vieta che le parti, al momento del contratto possano aumentare, diminuire o escludere la garanzia per vizi della cosa. In questi casi dovrà essere espressamente dichiarata, non necessariamente anche per scritto, ma documentata.
Inoltre, si deve ricordare che “Il patto con cui si esclude o si limita la garanzia non ha effetto, se il venditore ha in mala fede taciuto al compratore i vizi della cosa”
(art. 1490 C.C., secondo comma).
È molto importante che il compratore, all’ atto della consegna, verifichi la cosa per non incorrere, poi, nella eccezione che potrebbe venire sollevata dal venditore in base all’ art. 1941 del C.C. Tale articolo, trattando della esclusione della garanzia, afferma : “Non è dovuta la garanzia se al momento del contratto il compratore conosceva i vizi della cosa (mala fede); parimenti non è dovuta, se i vizi erano facilmente riconoscibili, (il vizio deve essere occulto sia per il venditore che al compratore).
Effetti della garanzia
In presenza di vizio redibitorio nell’ animale, il compratore può, a sua scelta, e non del venditore, in base all’ art. 1492 C.C., chiedere
• la risoluzione del contratto (azione redibitoria) che consiste nella restituzione dell’ animale nelle stesse condizioni in cui si trovava all’ atto della compravendita da parte del compratore, mentre il venditore dovrà restituire la somma pagata oppure
• la riduzione del prezzo (azione quanti minoris o estimatoria) consistente in una riduzione del prezzo pattuito a fronte della diminuzione della funzionalità che ne è derivata.
Tuttavia il legislatore stabilisce i termini temporali entro i quali il compratore può far valere i suoi diritti in presenza di vizio redibitorio. In tema di compravendita in generale il C.C. stabilisce che la denuncia al venditore deve essere fatta entro 8 giorni dalla scoperta del vizio (termine di decadenza) e comunque entro un anno dalla consegna dell’ animale (termine di prescrizione).
L’ art. 1496 C.C. concernente la compravendita degli animali dispone che “La garanzia per vizi è regolata dalle leggi speciali o, in mancanza, dagli usi locali. Se neppure questi dispongono, si osservano le norme che regolano la compravendita in generale”. In relazione alla prevalenza degli usi sul C.C. bisogna precisare che le malattie che vengono elencate nelle raccolte di usi e consuetudini provinciali hanno validità giuridica nel senso che quelle indicate sono considerate gravi per uso e consuetudine. Questo non vuol dire che siano gli unici difetti che possano ritenersi redibitori in quanto, qualsiasi patologia se pregressa, occulta e grave, anche se non inclusa nell’ elenco, è da considerarsi vizio redibitorio. Inoltre, come affermato dalla giurisprudenza, gli usi che fanno risalire il termine di decadenza a 8 giorni dalla consegna dell’ animale, anzichè dalla scoperta, non sono validi in quanto contrari alla norma generale : “È illegittimo e, pertanto, non applicabile l’ uso locale che fa decorrere il termine per la denuncia dei vizi occulti dalla consegna dell’ animale (Sent. Corte Cass. N. 1834 del 27.06.1942 e ribadita nella Sent. Corte Cass. N. 599 del 27.02.1954)”.
La mancata o intempestiva denuncia dei vizi dell’ animale, nel termine di 8 giorni dalla scoperta (e comunque prima del decorso dell’ anno della consegna, termine di prescrizione) è configurata dalla legge come una causa di decadenza del diritto del compratore alla garanzia. Il termine decorre, in ogni caso, dal giorno della loro scoperta. In riferimento a questo ultimo aspetto esiste giurisprudenza contrastante: alcune sentenze affermano che il termine inizia dal momento in cui il compratore acquisisce la certezza obiettiva dell’ esistenza completa del vizio e non dal semplice sospetto, mentre altre sentenze dispongono che parte dalla data in cui semplicemente si comincia a manifestare il vizio e non già alla individuazione del rapporto causa-effetto. È consigliabile però che l’ acquirente denunci il vizio appena abbia il sospetto; di fatto egli non è tenuto a fare una denuncia analitica e precisa del difetto, ma può limitarsi ad una denuncia generica che valga a mettere sull’ avviso il venditore, salvo precisare in un secondo momento la natura e l’ entità del vizio riscontrato.
Per quanto riguarda le modalità di comunicazione della denuncia può essere effettuata con qualsiasi mezzo idoneo di trasmissione, anche via telefonica. Sarebbe opportuno però che venisse effettuata attraverso mezzi che lascino al denunciante la prova dell’ avvenuta comunicazione (raccomandata, telegramma, fax, ecc.). La tempestività nella denuncia è riferita al momento in cui essa è emessa, se effettuata per posta, e non a quello in cui è ricevuta dal destinatario.
In precedenza abbiamo riportato le possibili azioni che il compratore può, a sua scelta, domandare al venditore in caso di esistenza di vizio nell’ animale : azione redibitoria oppure azione quanti minoris. Tuttavia il C.C. dispone che in caso di morte dell’ animale portatore di vizio redibitorio, per cause fortuite o colpa del compratore non collegate alla presenza del vizio nonchè in caso che siano stati effettuati atti di proprietà sul soggetto (castrazione, taglio delle orecchie, ecc.), che non consentono di restituire l’ animale nelle stesse condizioni in cui si trovava al momento della vendita, il compratore può soltanto chiedere l’ azione estimatoria; se invece, la morte dell’ animale è stata una conseguenza del vizio di cui era affetto, il compratore ha diritto alla risoluzione del contratto.
Nell’ azione redibitoria o quanti minoris il compratore ha diritto al rimborso spese ed al risarcimento danni anche se il venditore è in piena buona fede : “Nella vendita la garanzia per i vizi è dovuta per il fatto oggettivo della loro esistenza, indipendentemente da ogni presupposto di colpa del venditore” (Sent. Sez. II della Cassazione Civile n. 914 del 15.02.1986).
In tema di responsabilità risarcitoria del venditore per i vizi della cosa l’ acquirente può anche chiedere soltanto che gli venga risarcito il danno costituito dalle spese necessarie per eliminare i vizi dell’ animale comprato nonchè dei possibili danni arrecati a causa dei vizi della cosa (ad esempio malattia contagiosa trasmessa ad altri animali) senza rivendicare la risoluzione del contratto.
Conclusioni
Non c’ è dubbio che il momento della stipulazione del contratto di compravendita di animali, verbale o scritto che sia, rappresenta uno dei punti cruciali in quanto tale dichiarazione dimostra la volontà delle parti al trasferimento della proprietà dell’ animale (venditore) verso il corrispettivo di un prezzo (compratore) nelle condizioni fissate nel contratto.
Normalmente i contratti di compravendita di animali sono di tipo verbale. In tali casi bisogna sempre ricordarsi che la garanzia legale per vizio è tacita e, cioè, a meno che i contraenti oralmente non dispongano in maniera diversa, esiste sempre. Nel caso di contratti di compravendita scritti, l’ acquirente deve stare molto attento a quello che c’ è scritto in quanto, in qualche occasione, il venditore sottopone alla sua firma dichiarazioni che escludono o limitano fortemente la garanzia per vizi, oppure riportano clausole che giocano a suo favore, ad esempio proponendo la sostituzione dell’ animale viziato con un altro animale invece della restituzione del prezzo pagato, venendo così a cadere il diritto alla azione redibitoria o estimatoria. Infatti, sebbene questa ultima soluzione sembri offrire una maggiore garanzia a tutela del compratore, bisogna tener presente il rapporto affettivo che si instaura tra il proprietario ed il cane acquistato, essendo poco probabile che il compratore sia disposto a restituire il proprio animale in cambio di un altro.
Sarebbe auspicabile che sia l’ allevatore, sia il commerciante, sia il compratore attuassero dei comportamenti ben precisi e chiari prima di arrivare alla firma del contratto in modo di evitare oppure limitare il contenzioso. Sicuramente l’ allevatore che si sforza di migliorare la produzione dei propri cani, ad esempio sottoponendoli a diagnosi di malattie ereditarie ed eliminando dalla riproduzione i soggetti portatori, oltre a migliorare la sanità degli animali eviterebbe una dispersione di risorse finanziarie in campo legale. Il commerciante che propone al suo cliente le garanzie più convenienti previste dalla norma, amplificazione della garanzia per determinate malattie, invece di limitarla o escluderla, dimostra la sua buona fede oltre a riflettersi positivamente sui comportamenti di lealtà commerciale. Il compratore, oltre al dovere di avere un minimo di diligenza nella osservazione dell’ animale che si propone acquistare, in modo da poter rilevare difetti di facile percezione, potrebbe farsi dichiarare dal venditore l’ assenza di vizi nell’ animale oppure aumentare il termine di garanzia al fine di autotutelarsi in caso di controversia.