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Rabbia

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IndiFranck
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Iscritto: 01/03/2009 - 11:51
Rabbia

Mi permetto di introdurre questo importante argomento, buona lettura:
Parlare della rabbia è parlare di una patologia terribile con un ampio bacino di specie sensibili. Quasi tutti i mammiferi sono sensibili a questa patologia. Per quello che ci interessa basti sapere che dal 2008 la rabbia è rientrata in Italia, che era paese esente da decenni, attraverso la slovenia. Sono state riscontrate positività in molte volpi, ma anche in tassi, cani (tre casi) e caprioli. Fino ad ora i casi sicuri sono 40 e riguardano il Friuli e in questi giorni il veneto (Belluno). Si sta dunque spostando verso ovest e ha già superato 4 campagne vaccinali, con bocconi vaccinali. Sembra che entro un anno possa arrivare a Trentino e Lombardia. Si consiglia ai proprietari di vaccinare cani, gatti e furetti che vivono in quelle aree e che vi vengano portati per motivi di villeggiatura, lavoro e caccia.
La patologia è estremamente grave con sintomi nervosi che rendono gli animali selvatici imbambolati e confidenti. L’aggressività non è sempre caratteristica, invece è più frequente che l’animale selvatico si mostri mansuefatto e si lasci avvicinare in modo anomalo.
La rabbia si trasmette esclusivamente tramite la saliva che deve venire a contatto con il sangue di un animale o uomo sano (attraverso il MORSO). Il virus, rabdovirus-lissavirus dalla ferita causata dal morso si sposta verso i gangli nervosi periferici dai quali raggiunta la colonna vertebrale e il midollo spinale risale all’encefalo per questo motivo sono più pericolosi i morsi penetranti che non escorianti. Il condotto nervoso viene usato a guisa di autostrada per raggiungere la colonna vertebrale e il midollo spinale. Da qui risale per via diretta all'encefalo dove di riproduce e tramite i nervi facciali raggiunge le ghiandole salivari. Il tempo d'incubazione è molto variabile e dipende dalla distanza che deve percorre il virus per raggiungere il cervello e dalle barriere difensive che incontra. Nell’ encefalo si ha la replicazione virale, a causa della presenza del virus compaiono i primi sintomi nervosi/neurologici. La prima fase migratoria dalla ferita al cervello in genere non è una fase critica per la diffusione della malattia.
I sintomi possono apparire da 10 giorni a 6 mesi dopo il contagio. La vaccinazione dona una ottima immunità. In caso di morsicatura a cane e o uomo non vaccinato (io per questioni professionali sono vaccinato) si effettuano vaccinazioni ravvicinate e immunoglobuline nella speranza (speranza!!!) di bloccare la malattia. Se il cane invece è regolarmente coperto dalla vaccinazione antirabbica da almeno 30gg non corre pericoli d’infezione e in caso di morsicatura da parte di un animale accertato rabido il periodo di osservazione coatto (quarantena) è breve. Se la Rabbia viene diagnosticata su base clinica, per i sintomi, non c'è più nulla da fare e l'animale e l'uomo vanno incontro a morte certa. I protocolli vaccinali sono in funzione del momento in cui vengono applicati. Per prevenzione si usa fare una vaccinazione da richiamare dopo 30g e dopo un anno. Questo dona una copertura di qualche anno da verificare di anno in anno tramite titolazione degli anticorpi.

Pericoli veri per le dinamiche di popolazione delle specie selvatiche maggiormente a rischio non sono molto consistenti. Non è una malattia che decima le popolazioni, il contagio va lontano (ricordo i 6 mesi di incubazione) ma non colpisce un gran numero di animali. Desta un po' di apprensione per i carnivori rari come lupo, lince e orso ma laddove questi animali prosperano la rabbia è sempre esistita senza segnalare un grosso impatto; vedi paesi dell'est come slovenia e croazia etc
Per chi volesse approfondire l’argomento rimando al sito dell IZA delle Venezie nel quale è contenuto molto materiale esplicativo e la cartina dei casi riscontrati:
Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) - Rabbia

Accademicamente vengono individuate due forme di epidemia di rabbia. Sono sostanzialmente la stessa cosa, il virus è lo stesso, ma vengono distinte in base al ciclo cui danno origine. Se l’ epidemia coinvolge solo o prevalentemente animali selvatici si parla di ciclo silvestre altrimenti di ciclo domestico. La possibilità del passaggio o congiunzione dei due cicli è data dal passaggio carnivoro-bovino che segna un punto critico e il ponte tra la forma silvestre e quella domestica. Ma sebbene possibile risulta di solito raro per vari motivi. Più probabile è l'infezione di un cane che si mette a far baruffa con una volpe, tasso, faina o martora

Tanto per spingervi a non sottovalutare la questione vi racconto un episodio accaduto a novembre che ha visto coinvolto un mio conoscente che abita vicino a Codroipo, Friuli. Appena rientrato a casa ha chiuso il cancello e ha liberato il cane che teneva al guinzaglio. Ha spalancato il garage che era socchiuso e vi ha trovato dentro una volpe, in pieno giorno. Il cane si è scagliato sulla povera bestiola e l'ha uccisa. Nei giorni precedenti nello stesso paese erano state trovate due volpi che spaesate si aggiravano per le case ed erano risultate positive alla rabbia. Purtroppo anche questa volpe è risultata positiva.
Conseguenze:
Per LUI: Ha dovuto, ovvio, provvedere a vaccinarsi con protocollo d'emergenza post-contagio. Il vaccino impiega tre settimane per fare effetto, il virus se non viene "iniettato dal morso" vicino all'encefalo (morso sul collo ad esempio che tra l'altro è possibile nelle aree in cui è presente il pipistrello vampiro) dovrebbe metterci più tempo a diventare incontrollabile. Certo lui non è stato morso ma per impedire al proprio cane di infettarsi ha tentato di trattenerlo partecipando di fatto allo scontro e sporcandosi con il sangue della volpe. Probabilità di contagio bassissime perchè non è stato morso e non ha riportato ferite ma il cane poteva essere sporco di saliva della volpe
Per il CANE: Ha lottato con la volpe e di certo qualche morso l'ha preso. Non esistono test da fare in vivo per capire se l'animale è stato infettato, si può fare solo la ricerca e titolazione degli anticorpi ma Il cane, tra l'altro, era stato vaccinato contro la rabbia 10 gg prima dunque non si saprebbe se attribuire la reazione anticorpale al vaccino o al virus trasmesso. Ora deve restare sotto sequestro in osservazione per 6 mesi e non avere contatti con nessuno. La vaccinazione potrebbe aver già dato una risposta sufficiente ma non se ne può essere certi.
Conclusioni: in realtà non so quali vere conclusioni si possono trarre.
Curiosità: Per i veterinari e gli allevatori nei decenni passati la fonte principale del contagio non era la volpe o il lupo o il cane ma la bovina. Le vacche potevano infettarsi attraverso il morso di altri mammiferi e poi infettare l'uomo attraverso la saliva perchè quando cadevano in stato patologico e venivano visitate prima dall'allevatore e poi dal veterinario gli si guardava in bocca.

Franco

Barkus
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Iscritto: 11/12/2008 - 22:31

Mi sa che devo prendere seriamente in considerazione l'idea di vacinare me e la bestia, visto che siamo spesso per boschi, anche se non abbiamo mai beccato volpi o simili, e siamo la prossima regione nell'espanzione della malattia...

IndiFranck
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Iscritto: 01/03/2009 - 11:51

Sicuramente il cane. Lo consiglio vivamente.
Ciao

ci sedemmo dalla parte del torto visto che ogni altro posto era occupato

Jessica
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Iscritto: 11/10/2007 - 14:00

Sì, anche io mi sa che ci devo proprio pensare: qui di volpi è pieno e quando Miss se la fila passa parecchie ore rincorrendole..
Anche se generalmente (l'ho vista due volte) quando si fermano e l' "affrontano" lei se la fila...

Argomento interessantissimo
Grazie Franco!

Jessica, Miss, Chicca e la diavoletta Dea

aly87
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Iscritto: 28/01/2009 - 15:04

già fatto...per fortuna lo avevo vaccinato ancor prima della notizia "rabbia" dato che dovevamo andare ad un expo :P

Alice & Bosco

Barkus
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Iscritto: 11/12/2008 - 22:31

Indi, ci sono state novità sul contagio?